di Richard Pithouse, Crisi Globale
Il mese di
agosto di quest’anno è stato segnato dalla violenza omicida a Gaza e a
Ferguson. In questo articolo uno studioso sudafricano mette in collegamento gli
eventi in Palestina e negli USA con un altro agosto, quello del 2012 e della
strage di Marikana, ma anche con il passato della violenza coloniale in Algeria
e ad Haiti.
Nelle guerre
coloniali la potenza occupante giunge immancabilmente a un punto in cui deve
prendere atto del fatto che il suo vero nemico non è una minoranza (adepti del
diavolo, comunisti, fanatici o terroristi) soggetta a una manipolazione esterna
e maligna, bensì il popolo nel suo complesso. Una volta raggiunto questo punto,
ogni persona colonizzata viene considerata come un potenziale combattente, e
interi quartieri insieme alle loro case vengono definiti obiettivi legittimi di
azioni di guerra.
E’ in questo
momento che il paternalismo liberale viene meno.